• Zootecnia, nel 2021 produzione in ripresa. Qualche incertezza per la Peste suina

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    Suini e scrofa pixabay

    Dopo un anno complicato dall’impatto della pandemia, il 2021 dovrebbe essere quello del recupero. Per il settore zootecnico è previsto infatti un incremento della produzione a livello mondiale, con alcune differenze tra i diversi segmenti, anche alla luce dei fattori di incertezza come la diffusione della Peste suina africana in Cina ma anche in altre aree del mondo compresa l’Europa. È il quadro tracciato da Rabobank nel suo ultimo rapporto sui mercati delle proteine animali. Tra i settori più dinamici quello suinicolo ma anche l’avicoltura e l’acquacoltura. 

    L’anno che sta per finire ha dovuto fare i conti con le conseguenze delle misure anti-contagio sull’economia, dalle interruzioni nella logistica e nella distribuzione alla crisi del settore della ristorazione. Bisognerà valutare l’effetto delle campagne di vaccinazione ma comunque la zootecnia dovrà fare i conti, sempre a livello globale, con altri fattori di incertezza a cominciare dai prezzi dei mangimi in aumento. Le principali questioni relative alla ripresa produttiva riguarderanno, tra le altre, il costo del lavoro e la riattivazione del settore food.

    Suinicoltura

    La ripresa della suinicoltura sarà graduale. La Peste suina africana resta una minaccia per la sanità animale a livello mondiale. La Cina è stato il Paese più colpito da questa malattia infettiva ed è in piena fase di ricostituzione dei suoi allevamenti. Sono state messe in atto misure di biosicurezza, ricorda Rabobank, la cui efficacia sarà messa alla prova nei mesi invernali. Pertanto a Pechino è atteso un forte rimbalzo della produzione, di almeno il 10%, addirittura del 20% se si riesce a evitare una recrudescenza della Peste suina. La malattia sta però insidiando questo comparto anche altrove, ad esempio in Germania, tra i maggiori produttori al mondo, che è interessato da un focolaio nei cinghiali al confine con la Polonia. È previsto un calo delle esportazioni e anche una flessione dei prezzi. Rabobank prevede però un calo della produzione in tutta Europa e un aumento per il Nord America.

    Bovini

    Tra tutte le specie per le quali è prevista una variazione modesta, in Nord America la crescita maggiore interesserà proprio il settore bovino che si è dimostrato resiliente (i consumi domestici hanno supplito allo stop dell’Horeca) e che conoscerà anche un deciso incremento nelle esportazioni. Per l’Europa, invece, le previsioni sono meno rosee: la produzione infatti è attesa in calo. Anche in Cina e Nuova Zelanda il margine di crescita sarà piuttosto ridotto e nel Sud Est asiatico ci sarà un rimbalzo. Pechino, inoltre, dovrebbe continuare a importare buone quantità di carne. In Brasile la crescita della produzione sarà trainata dalle esportazioni a fronte di una domanda domestica contenuta: una dinamica simile anche per gli altri segmenti produttivi.

    Avicoltura

    L’industria avicola europea andrà incontro a una buona ripresa grazie al recupero del settore della ristorazione e anche in Nord America. In Cina, il suo andamento sarà condizionato dal settore suinicolo. Con l’aumento dei prezzi della carne suina dovuto alla diffusione della Peste suina africana, le altre proteine animali ne hanno beneficiato. Nel 2021 questo effetto sostituzione dovrebbe ridursi ma, nonostante ciò, l’avicoltura sarà interessata da una crescita produttiva. Il Vietnam riuscirà a recuperare da un anno difficile. 

    Acquacoltura

    Dopo un anno segnato da difficoltà sul fronte della produzione, della trasformazione e del consumo, l’acquacoltura vedrà un incremento dell’offerta, secondo gli esperti di Rabobank. Meno confortanti le previsioni della pesca di cattura per cui è atteso un calo.



    Foto: Pixabay

     

    redazione 23-12-2020 Tag: suinicolturaavicolturacarneallevamento boviniCinapeste suina africanaeuropa
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