• Nei primi nove mesi del 2020 diminuisce l’import di mais e farina di soia

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    Mais cascata pixabay

    Tra gennaio e settembre 2020 l’Italia ha visto aumentare sia l’import che l’export nel settore cerealicolo, delle farine proteiche e dei semi oleosi. Il Paese, deficitario in materie prime, ha fatto registrare però un miglioramento del saldo valutario. Tra i prodotti, sono diminuiti gli acquisti di mais e farina di soia, mentre sono cresciuti quelli di grano e semi di soia. Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo report di Anacer, l’Associazione nazionale cerealisti. 

    Import

    Nei primi nove mesi del 2020 le importazioni sono aumentate del 2,3% in quantità (+364 mila tonnellate) e del 3,2% in valore (+136 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il totale delle merci importate ha sfiorato i 16 miliardi di tonnellate, con una spesa di quasi 4,4 miliardi di euro. Sopra la media i cereali, con un aumento del 3% in quantità (+314 mila t) e del 3,75% in valore (+126 mil di euro). La crescita maggiore ha interessato grano duro (+590 mila t) e grano tenero (+38.700 t). Anche le tonnellate di sorgo provenienti dall’estero sono aumentate (+10 mila). In calo invece il mais, con -301 mila tonnellate, e l’orzo (-41 mila t). Se le farine proteiche e quelle vegetali sono diminuite di 64 mila tonnellate, i semi e frutti oleosi hanno seguito la direzione opposta: +311 mila tonnellate. La soia ha seguito questa tendenza: la quantità di farina di soia importata è diminuita di 128 mila tonnellate, quella di semi è aumentata di 109 mila tonnellate. In calo, infine, le importazioni di riso (-14 mila t).

    Export 

    Sempre su base tendenziale c’è stato, in questi primi tre trimestri dell’anno, un significativo incremento delle spedizioni verso l’estero: +11,2%, pari a +367 mila tonnellate. Anche il valore è cresciuto del 13,4%, +360,8 milioni di euro. Il totale è di 3,65 miliardi di tonnellate vendute, con un introito di 3 miliardi di euro. La parte del leone in questi comparti del Made in Italy la fanno le paste alimentari (+17,2% in quantità, l’aumento in valore sfiora il 20%) dirette per metà ai soli Paesi Ue. Stabili gli scambi con l’estero dei cereali in granella, con 97,76 t, +13,2% per il riso. In crescita anche gli invii di semola di grano duro e prodotti trasformati.  

    Mangimi

    Per i mangimi a base di cereali le importazioni sono diminuite da 310,8 a 277,5 mila tonnellate, a fronte però di un aumento della spesa (da 460 a 483 milioni di euro). Le esportazioni sono salite di 22 mila tonnellate (da 237,8 a 259,8 mila t), con un incremento degli introiti da 303,4 a 324,9 milioni di euro. Pertanto il saldo, sempre in terreno negativo, è aumentato di poco (da -156,9 a -159 milioni di euro tra 2019 e 2020).

    Saldo

    Il saldo valutario netto è migliorato. È passato da -1,56 miliardi di euro sborsati nel 2019 a -1,34 miliardi di euro nel 2020 grazie a un aumento degli introiti (da 2.694,6 a 3.055,4 milioni di euro) maggiore della differenza di spesa (in leggero aumento da 4.258,7 a 4.394,7 milioni di euro tra 2019 e 2020). 



    Foto: Pixabay

     

    redazione 31-12-2020 Tag: anacercerealimangimimaisimportexportsoia
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