• Nel 2050 raddoppierà la richiesta di cibo nel mondo

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    La richiesta globale di cibo potrebbe raddoppiare entro il 2050. Lo ipotizzano David Tilman - docente di Ecologia dell'Università del Minnesota (Minneapolis, Usa) – e i suoi colleghi in uno studio pubblicato da Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo cui fra gli effetti collaterali di questo fenomeno ci sarebbero un aumento significativo dei livelli ambientali di anidride carbonica e azoto e l'estinzione di numerose specie. “Se l'attuale tendenza della produzione globale di cibo dovesse continuare l'emissione di gas serra prodotti dall'agricoltura potrebbe duplicare entro il 2050”, precisa Tilman.

    Gli autori hanno spiegato che la maggior parte di queste emissioni derivano dal dissodamento dei terreni, un fenomeno largamente diffuso nei Paesi in via di Sviluppo. Tuttavia, se le nazioni più ricche aiutassero questi paesi a migliorare le rese, soprattutto praticando un'agricoltura intensiva basata su un uso efficace di fertilizzanti a base di azoto, questo fenomeno potrebbe essere contenuto e l'impatto dell'agricoltura sull'ambiente potrebbe essere inferiore.

    Tilman ha sottolineato che anche le recenti proiezioni della FAO (Food and Agriculture Organization) hanno previsto un aumento della richiesta di cibo. Tutti questi risultati, spiega l'esperto, indicano chiaramente che se le pratiche agricole non cambieranno il mondo dovrà affrontare gravi problemi ambientali.

    Secondo Jason Hill, coautore della ricerca, “intensificare strategicamente le produzioni alimentari nelle nazioni in via di sviluppo potrebbe ridurre il pericolo ambientale totale causato dalla produzione di cibo e, allo stesso tempo, potrebbe garantire un rifornimento di cibo più equo in tutto il globo”.

    Silvia Soligon 27-11-2011 Tag: ciboinquinamentoagricoltura
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