• La filiera della carne è "etica": meno sprechi di frutta e verdura

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    Solo il 13% di prodotto perduto

    Carne

    In termini di scarti la filiera della carne è quella più virtuosa. Lo conferma una ricerca presentata al salone dell'alimentazione Nutrimi a Milano che riporta la percentuale di cibo  commestibile che viene buttato nei Paesi europei. A vincere, su tutti gli altri settori alimentari, è proprio il comparto carne. Misurando il cosiddetto food losses e food waste, la parte “persa” e la parte “scartata”, la carne ha un indice inferiore a  frutta, verdura e cereali. A confronto la carne “spreca” per il 13%, contro il 37% di frutta e  verdura, 18% di cereali e addirittura 51% dei prodotti radici e tuberi.  

     

    Nel dettaglio, si chiama food losses la parte di cibo commestibile che viene “persa”  lungo la filiera, food waste è invece il “rifiuto” generato dopo la commercializzazione.  “La  produzione di scarti – scrivono i ricercatori - dovuto al consumo di carne è prevalentemente associata alla  fase finale, cioè al comportamento del venditore e  del fruitore del prodotto”. Accanto agli aspetti economici c'è sicuramente la componente etica, rafforzata dal prezzo superiore agli altri prodotti alimentari e dal  rispetto per l’origine animale del prodotto. Valorizzare la consapevolezza del consumatore rispetto a un eventuale spreco di risorse alimentari di cui altre popolazioni sono prive e carenti risulta un'azione, secondo lo studio, in grado di rafforzare l'immagine della filiera anche in relazione agli altri settori.

    Cosimo Colasanto 08-07-2013 Tag: industriafilieracarnezootecnia
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