• Carlo Licciardi (presidente Anacer): “Un accordo per garantire la salubrità dei prodotti di consumo”

    Print
    Carlo licciardi

    Quali sono le prospettive, in ottica di filiera, dell’accordo strategico appena sottoscritto?
    Le prospettive credo siano ottime. Questo accordo è frutto di una presa di coscienza del fatto che ognuno di noi ha un ruolo che non è in contrapposizione con gli altri ma è semplicemente un ruolo diverso. Pertanto dobbiamo metterci insieme e cooperare per difendere l’intera filiera. La discriminazione o la creazione di condizioni di mercato di terzi senza che venga tenuta in considerazione l’opinione di chi poi deve operare in quel mercato, non può essere tollerata in quanto creerebbe delle distorsioni del nostro mercato rispetto ad altri mercati europei e conseguentemente subirebbe una concorrenza sleale creata dal sistema Italia. Tutto ciò per dire che questo accordo aumenterà la rappresentatività della filiera a tutti i livelli oltre che, mi auguro, creare delle sinergie tra le varie associazioni per ridurre i costi e diventare più efficienti.

    Che significa per l’agroalimentare italiano sviluppare una consapevolezza di settore, sempre più radicata, soprattutto in termini di visione e di conquista di nuovi mercati?
    Come ho detto prima, se non creiamo tutti insieme delle condizioni di mercato e un modo di operare che siano in linea con quelli degli altri Paesi europei sicuramente verremo schiacciati. La competitività deve essere generata all’interno delle aziende e non da fattori esterni quali politici o altro. L’agroalimentare italiano rappresenta una voce importante del PIL del Paese anche nei momenti di crisi e pertanto bisogna difendere questo valore piuttosto che minarlo con politiche tendenti a indebolire questa risorsa del Paese.

    Per il settore cerealicolo, nello specifico, quali sono i risultati che si aspetta dall’accordo?
    Personalmente credo che la cosa più importante deve essere la salubrità dei prodotti finiti che arrivano sul tavolo delle famiglie e quindi mi auguro che questi accordi e sinergie creino le condizioni affinchè questo possa essere realizzato senza demagogia e senza chiedere da una o dall’altra categoria cose che in pratica sono irrealizzabili.

    Vito Miraglia 23-08-2018 Tag: anaceragroalimentaremercatocompetitivitàcereali
Articoli correlati
  • Mais: prezzi in aumento, ma possibili influenze da politiche commerciali internazionali

    Negli ultimi mesi i prezzi del mais sono saliti, ma potrebbero subire un brusco calo a causa di eventuali turbolenze commerciali. Lo evidenzia un articolo pubblicato su World Grain, secondo cui le quotazioni del cereale potrebbero essere significativamente...

    23-01-2019
  • La dipendenza da materie prime agricole, un rischio per la zootecnia italiana

    Lo sviluppo del comparto agroalimentare italiano è indissolubilmente legato alla capacità di mantenere un buon livello di competitività e di aumentare la presenza sui mercati internazionali dei nostri prodotti. Per immaginare un futuro della...

    21-01-2019
  • Materie prime, a dicembre prezzi stabili

    A dicembre i prezzi internazionali delle materie prime sono rimasti sostanzialmente stabili. L'aumento dei listini dei cereali ha, infatti, compensato il calo delle quotazioni dei prodotti lattiero-caseari e dello zucchero. Lo comunica l'Organizzazione per...

    18-01-2019
  • Carni bovine, mercato europeo mostra incertezze

    Nonostante la tenuta dei consumi, il mercato europeo delle carni bovine presenta numerose incertezze. Lo rivela il rapporto: “Tendenze bovino da carne” pubblicato dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), secondo cui...

    14-01-2019
  • Materie prime, tensioni geopolitiche condizionano il mercato

    La tregua sancita tra Stati Uniti e Cina nella cosiddetta “guerra dei dazi” sta influenzando positivamente i mercati. Lo evidenzia il rapporto “World Agricultural Supply and Demand Estimates” di dicembre pubblicato dal Dipartimento...

    09-01-2019