• Economia Circolare, un’opportunità che cambierà il nostro futuro

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    Oggi, con il grande evento EXPO Milano 2015 dove il tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”e, la politica promossa dalla Commissione e dal Parlamento Europeo in riferimento all’economia circolare, parole come “sostenibilità” e “riutilizzo” sono al centro della scena; uno tra i principali obiettivi è la riduzione degli sprechi alimentari.
    Proprio in un momento di crisi economica dalla quale sia l’Europa ma ancor di più l’Italia faticano ad uscirne, l’opportunità data dalla promozione istituzionale dell’economia circolare può dare vita a riduzione di sprechi e riduzione dei costi con conseguenti nuove opportunità di lavoro e creazione di valore.

    Il concetto “never ending” del cerchio spinge a cercare la migliore delle opzioni per riutilizzare del tutto o in parte qualcosa che prima veniva semplicemente buttato.
    Le parole chiave in tutto questo sono 5 e sono tutte fondamentali:
    IDEE: servono idee per dare nuova vita o migliori nuove destinazioni ai prodotti (non più rifiuti o scarti)
    VALORE: creare valore è un prerequisito essenziale: se si crea valore la nuova attività genera reddito e si “sostiene” sulle sue gambe.
    SICUREZZA: prerequisito irrinunciabile sia per le persone, sia per gli animali e per l’ambiente; tutte le attività devono poter garantire un livello accettabile di sicurezza.
    TRACCIABILITA’: essendo attività che provengono da altre realtà, la tracciabilità dei prodotti e le lavorazioni devono sempre essere applicate per garantire sicurezza e trasparenza ai consumatori.
    SOSTENIBILITA’: economica sociale ed ambientale.
    Ma come fare a capire se il “riutilizzo” prescelto è il più “sostenibile”?
    La Commissione Europea, l’Università di Wagheningen e molte altre organizzazioni hanno semplificato graficamente la filosofia alla base del concetto di miglior utilizzo o utilizzo preferibile.
    Tutte riportano una piramide rovesciata partendo dalla base, dove la priorità mira a ridurre lo spreco di risorse, al secondo posto donazione di cibo per persone in difficoltà, l’impiego nell’alimentazione zootecnica a seguire impieghi industriali quali anche produzioni energetiche, poi il compostaggio ed infine all’ultimo posto la quantità minore possibile destinata ad incenerimento e/o discarica.

    C’è bisogno di informazione e di innovazione. 

    Informazione

    L’informazione è necessaria per garantire trasparenza e mantenere la fiducia dell’utilizzatore intermedio o finale. E’ importante che non si sprechi questa grande opportunità pensando solo a un mero riutilizzo dei rifiuti perché, se un prodotto/sottoprodotto è idoneo per un riutilizzo ed ha un valore commerciale, una destinazione certa (presso aziende conformi ai requisiti di legge) e il proprietario non intende disfarsene, non si tratta di rifiuti ma di prodotti e sottoprodotti.


    Innovazione

    “Essere innovatori vuol dire voler cambiare la situazione attuale” (cit. Steve Jobs);
    Il concetto stesso di economia circolare è un “riutilizzo”… infatti l’economia circolare veniva applicata normalmente prima del boom industriale quando nulla si buttava e tutto veniva riutilizzato sia in ambito strumentale che alimentare; oggi l’innovazione è trovare il miglior riutilizzo per sprecare il meno possibile.
    Sino ad oggi la legge permette comunque che il produttore/detentore sia colui che decide se un prodotto/sottoprodotto sia o meno un rifiuto (in Europa Vi sono molteplici applicazioni anche se la Direttiva è la medesima). Tutto ciò sta cambiando: in Francia è in discussione un disegno di legge che “vieta lo spreco alimentare” e pertanto entro Luglio 2016 obbligherà (pena sanzioni pecuniarie sino a 75000€ e addirittura 2 anni di carcere) le GDO con superficie superiore ai 400 mq a trovare il miglior “riutilizzo” dei prodotti che sino ad oggi si destinano a rifiuto.


    Fortunatamente c’è un ampio margine di miglioramento per ridurre gli sprechi e dare valore a nuovi “prodotti”; ogni specifico settore, se analizzato nell’ottica dell’economia circolare, troverà benefici e nuove opportunità.


    La road map consigliata è:
    - Identificare il processo e i relativi “sprechi”.
    - Trovare la migliore destinazione possibile per le varie casistiche
    - Seguire con attenzione il processo affinché siano garantite sicurezza e tracciabilità


    Purtroppo esistono ancora alcuni vuoti normativi che, sia la Commissione sia il Parlamento Europeo, cercheranno di colmare nel prossimo futuro.
    Il nostro progetto nell’implementazione dell’economia circolare è la trasformazione di ex-prodotti alimentari non più destinabili per il consumo umano in mangimi per la zootecnia. Tutte le materie prime devono essere idonee a tale scopo. Tutti i processi vengono gestiti secondo il sistema HACCP come una normale industria alimentare zootecnica. Approvvigionamento, trasporto, stoccaggio, lavorazione, etichettatura ect.. sono tutte fasi gestite secondo le normative vigenti per la produzione di mangimi. In particolare, abbiamo dedicato una grande attenzione allo sviluppo impiantistico che deve garantire una formulazione omogenea oltre a un’efficiente sconfezionamento degli ex-prodotti alimentari; tutto per dare al prodotto finale un’ elevato livello di garanzia di sicurezza igienico-sanitaria e omogeneità analitica. I mangimi semplici o complementari composti da ingredienti in partenza selezionati per alimentazione umana e che per la maggior parte hanno subito processi di cottura, forniscono tenori di energia e digeribilità superiori a quelle dei cereali crudi tradizionali.


    La nostra esperienza aziendale come Dalma e associativa in EFFPA hanno permesso di capire quanto sia importante l’impiego degli ex-prodotti alimentari nell’alimentazione zootecnica per evitare di perdere “nutrienti” dalla catena alimentare non più destinabili all’alimentazione umana. Si tratta di un mercato che viene stimato in Europa (Regno unito, Francia, Spagna, Portogallo, Germania Olanda Italia e Grecia) in circa 3,5 milioni di Tonnellate, parificabili a 350 – 400.000 ettari di terreno lasciato libero per altre colture destinabili all’ alimentazione umana o zootecnica.


    Tutte le aziende che utilizzano mangimi che contengono ex-prodotti alimentari, riconoscono che sono caratterizzati da un elevato valore nutritivo riducendo l’impatto ambientale.
    In ogni azienda, l’obiettivo di ogni giorno è di perseguire il miglioramento continuo; oggi più che mai si può promuovere uno sviluppo sostenibile ed è dalle decisioni di oggi che costruiamo il nostro domani.

    Valentina Massa 01-11-2015 Tag: scarti alimentarimangimisostenibilitàtracciabilitàsicurezza alimentare
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