• Ogm: un argomento trattato con "spessore sottile"

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    Ogm

    La recente sentenza del 13 settembre 2017 della Corte di Giustizia Europea, emessa sulla base del ricorso presentato da un agricoltore friulano - Giorgio Fidenato - bacchetta il nostro Paese chiarendo, senza alcuna ombra di dubbio, che l’Italia non poteva impedire le coltivazioni Ogm e che il Decreto ministeriale del 12 luglio 2013 che ne aveva vietata la coltivazione è illegittimo.
    Le convinzioni del Governo italiano sono state infatti smentite in toto dai giudici della Corte di Giustizia che affermano: "Sulla base di un parere scientifico emesso dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), la Commissione ha concluso che non vi erano nuove prove scientifiche a supporto delle misure di emergenza richieste che fossero capaci di invalidare le proprie precedenti conclusioni sulla sicurezza del mais MON 810. Nonostante ciò, nel 2013 il governo italiano ha adottato un decreto che vietava la coltivazione del MON 810 nel territorio italiano".
    Secondo la Corte, infatti, qualora non venga accertato nel concreto che un prodotto Ogm possa costituire un rischio per la salute umana e degli animali o per l’ambiente stesso, non può essere sottoposto a un divieto nemmeno invocando il "principio di precauzione". Su questo la Corte ha chiarito che "il principio di precauzione, che presuppone un'incertezza sul piano scientifico in merito all'esistenza di un certo rischio, non è sufficiente per adottare tali misure".

    A tale riguardo l'orientamento della Corte conferma anche quanto sostenuto da sempre dalla nostra Associazione circa l'uso improprio e spesso illegittimo del principio di precauzione cui ha fatto ricorso il nostro Paese.
    I giudici di Lussemburgo hanno stabilito che gli Stati dell'Ue non possono adottare misure di emergenza che riguardano alimenti e mangimi geneticamente modificati senza che sia evidente l'esistenza di un grave rischio per la salute o per l'ambiente. Insomma, se non vi è un ragionevole dubbio che gli Ogm sono nocivi non possono essere messi al bando.
    Ma non solo. La Corte ha anche ricordato "che tanto la legislazione alimentare dell'Unione quanto la legislazione dell'Unione concernente gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati sono volte ad assicurare un livello elevato di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori, garantendo al contempo l'efficace funzionamento del mercato interno, del quale la libera circolazione degli alimenti e dei mangimi sicuri e sani costituisce un aspetto essenziale".
    Del resto il Decreto censurato dalla Corte di Giustizia dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che in Italia un confronto sereno su questa tematica di fatto non è mai esistito e le biotecnologie in agricoltura sono state sempre liquidate attribuendo agli Ogm ogni più tremenda responsabilità, etichettandoli come un male oscuro e responsabili, in un primo momento, accusandoli di creare grave pericolo per la salute degli uomini, poi per quella degli animali, poi ancora per l'ambiente e per la biodiversità e così via, arrivando perfino a considerarli un pericolo il Made in Italy alimentare.

    Da parte di alcuni si è cercato di riportare la discussione sul piano della ragionevolezza, sia a livello politico che a livello mediatico, evidenziando l'insussistenza dei pericoli paventati, ma ciò senza possibilità di riuscire a ottenere un confronto e con la conseguenza che il malcapitato è stato sempre prontamente zittito da questa "santa inquisizione" anti Ogm.
    A nulla sono serviti nemmeno gli appelli del mondo scientifico suffragati dai risultati di numerosi studi – condotti della ricerca sia nazionale che internazionale – che hanno dimostrato l'assenza di ogni rischio conseguente l'uso degli OGM autorizzati. Anzi, la risposta a questi appelli è stata di bloccare la ricerca scientifica, continuando ad alimentare sospetti e pregiudizi sulle biotecnologie.
    Il fronte anti-Ogm e anti-innovazione si è dimostrato potentissimo e trasversale. Politici, mass media, organizzazioni professionali, vari portatori di interessi hanno condotto una guerra senza esclusione di colpi. Poco importa se tutto questo sia avvenuto contro le evidenze della scienza. Poco importa se la campagna anti-Ogm si sia tradotta in una penalizzazione per le nostre produzioni agricole o se se sia avvenuta raggirando la buona fede dei consumatori sottoposti a un bombardamento di vere e proprie fake news. Poco importa se gli Ogm circolano nel nostro Paese liberamente da oltre 20 anni e vengano impiegati senza che vi sa stato mai alcun problema o si sia registrato un solo caso di ospedalizzazione. Poco importa se per contrastare gli Ogm si siano dovuti calpestare due principi fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione che garantisce la ricerca scientifica e la libertà di impresa.

    Un atteggiamento oscurantista e un paradosso assurdo e ingiustificabile che denuncia le gravi contraddizioni del nostro Paese e che pone più di un interrogativo sulle capacità di chi ha la responsabilità delle scelte.
    Capita a proposito la citazione fatta dal Presidente Onorario dell'Accademia dei Georgofili, il professor Franco Scaramuzzi, che in un recente intervento per l'assegnazione di un premio in suo onore ha così affermato: "Il saper leggere e scrivere ha pressochè eliminato l'analfabetismo, ma ciò non basta perché tutti possano considerarsi colti. La cultura odierna è certamente più diffusa di quella del passato, ma è spesso caratterizzata da uno spessore sottile".
    Quello stesso "spessore sottile" che in tema di Ogm sta mortificando le potenzialità del nostro Paese e del suo tessuto produttivo, ostacolando l'innovazione e producendo danni evidenti, soprattutto su un settore determinante per l'economia e la crescita come è quello agroalimentare.

    Giulio Gavino Usai 20-11-2017 Tag: ogmagroalimentareinnovazione
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