• Usa, produzione di mais e soia rivista al ribasso ma sopra livelli dell’anno scorso

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    Mais corn cereali   gina sanders   fotolia.com

    Meno mais e soia di quanto previsto in precedenza, ma comunque sopra i livelli del 2019/2020. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha pubblicato il nuovo bollettino sulla Domanda e offerta di cereali. Rispetto alle valutazioni di settembre l’amministrazione ha rivisto al ribasso i dati della produzione e dell’offerta totale di queste due colture, con un calo che però non intacca la superiorità rispetto alla passata stagione. Un discorso simile riguarda anche l’offerta totale di cereali nel mondo, fissata a 3,542 miliardi di tonnellate dopo un leggero ribasso, ma comunque in aumento rispetto ai 3,47 della precedente stagione.

    Mais

    Negli Stati Uniti il calo della produzione previsto a ottobre rispetto a settembre è di 178 milioni, con un livello previsto di 14,7 miliardi di bushel, per via delle minori aree raccolte e un leggero calo dei rendimenti (ma nel 2019/20 era 13,6 miliardi). Giù anche il consumo per la produzione di etanolo e per la mangimistica (pesano la contrazione dei raccolti e i maggiori prezzi attesi). Le scorte finali sono ridotte di 336 milioni di bushel. 

    Nel mondo la produzione è prevista in leggero aumento grazie alla Serbia e diversi Paesi africani che controbilanciano il calo di Ucraina e Unione europea. L’asticella si ferma a 1,162 miliardi di tonnellate, in aumento rispetto a 1,116 miliardi di tonnellate della precedente stagione. Per il 2020/21, inoltre, le importazioni di mais sono ridotte per Ue, Iran e Kenya ma salgono altrove. Il livello delle scorte mondiali è fissato a 300,5 milioni di tonnellate, -6,3 milioni rispetto alle valutazioni di settembre.   

    Soia

    La produzione di soia negli Usa è prevista a 4,3 miliardi di bushel, in calo di 45 milioni per via di minori aree raccolte, mentre il livello dei rendimenti è invariato rispetto alle previsioni dell’ultimo mese. Comunque il dato è maggiore rispetto al 2019/2020, quando era pari a 3,5 miliardi di bushel. L’offerta totale è di 4,8 miliardi di bushel, per via di una riduzione della produzione e delle scorte iniziali. 

    La produzione mondiale di soia passa da 336 milioni di tonnellate del 2019/20 a 369 mil di tonnellate. Su anche l’export: +75 milioni di bushel rispetto a settembre per via delle vendite record di inizio stagione. L’effetto combinato è di una riduzione delle scorte finali di 170 milioni di bushel. Ribassate le scorte iniziali, per via del maggior pestato di soia in Cina nel 2019/20, calo in parte bilanciato dalle minori esportazioni e dalle maggiori scorte per il Brasile. Crescono anche le importazioni in Cina nel 2020721 mentre l’export dell’Argentina è ridotto di mezzo milione di tonnellate per la forte competizione degli Usa. Con la minore offerta negli Usa e la maggiore domanda estera le scorte finali sono ridotte di quasi 5 milioni di tonnellate e sono pari a 88,7 milioni. 

    Grano

    Gli esperti dell’Usda hanno ribassato l’offerta di 32 milioni di bushel per via delle minori scorte iniziali e anche della minore produzione rispetto alle previsioni di settembre (si passa inoltre dagli 84,83 mil di tonnellate del 2019/20 a 81,07 per la stagione in corso). In aumento dal mese precedente, invece, la domanda: il consumo domestico è stato incrementato di 10 milioni di bushel anche grazie al maggior uso di frumento come alimento per animali. Export invariato (a 975 milioni di bushel) e scorte finali a 883 milioni (-42 milioni rispetto a settembre): il livello più basso da sei anni a questa parte. 

    A livello mondiale, l’offerta è incrementata di 2,2 milioni di tonnellate a 1,07 miliardi di tonnellate (nel 2019/20 era 1048,49) soprattutto grazie alla maggiore produzione in Russia, che fa segnare il secondo raccolto record dopo quello del 2017/18. Il Paese est-europeo controbilancia così il calo produttivo di Ucraina, Canada, Argentina e, appunto, Usa. La produzione si assesta a 770 milioni di tonnellate, in aumento rispetto ai 764 dell’anno precedente. Anche in questo caso rialzata la domanda soprattutto per via del maggior uso di grano per i mangimi in Russia ma anche nell’Ue. Incrementato anche il commercio internazionale, che sfiora 190 milioni di tonnellate grazie alle maggiori esportazioni russe che annullano le riduzioni di Ucraina e Argentina. Import cinese in aumento, un dato che rende Pechino il terzo importatore mondiale per il 2020/21. Scorte mondiali finali ritoccate al rialzo, ora a 321,5 milioni di tonnellate: un nuovo record.

     

    Foto: © Gina Sanders_Fotolia

     

    red. 20-10-2020 Tag: maisgranosoiaUSDAstati unitiexportproduzione cereali
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