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Agricoltura, uso di acque reflue depurate potrebbe contrastare siccità

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Da rifiuto da smaltire a strumento per combattere la siccità: le acque reflue, se correttamente depurate, potrebbero rappresentare una risorsa per l’agricoltura. Lo sostiene l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (Fao), secondo cui i rifiuti liquidi urbani potrebbero essere utilizzati per affrontare la scarsità idrica.

Secondo la Fao, bisogna smettere di considerare le acque reflue come “spazzatura” e iniziare, invece, a trattarle come risorse da utilizzare per irrigare i campi agricoli. Se adeguatamente ripulite, le acque di scarico possono, infatti, essere impiegate per sostenere la produzione agricola, in due modi: utilizzandole per annaffiare le piante e per rifornire le falde acquifere. Naturalmente, precisa la Fao, questa pratica richiede una gestione seria dei rischi per la salute e l’adozione di trattamenti appropriati, capaci di rimuovere tutte le sostanze nocive presenti nei rifiuti liquidi urbani.

“Anche se non disponiamo di dati più dettagliati su questa pratica, possiamo affermare che, a livello globale, solo una piccola percentuale di acque reflue trattate viene utilizzata in agricoltura – afferma Marlos De Souza, funzionario della Divisione “Terra e acqua” della Fao -. Ma un numero crescente di paesi, come Egitto, Giordania, Messico, Spagna e Stati Uniti, ha esplorato questa possibilità e se ne sta servendo per combattere la siccità. Finora, l’impiego delle acque reflue per l’irrigazione ha avuto successo soprattutto nei dintorni delle città, dove questa risorsa è ampiamente disponibile e di solito gratuita o a basso costo, e dove c’è un mercato per i prodotti agricoli, comprese le colture non destinate all’alimentazione umana. Ma questa pratica può essere utilizzata anche nelle zone rurali, come in effetti fanno molti piccoli agricoltori da diverso tempo”.

 

Foto: Pixabay

redazione