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Etichettatura: negli Usa si scrive “naturale”, in realtà è “Ogm”

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La maggior parte delle confezioni di alimenti a base di soia e mais in commercio negli Stati Uniti ed etichettata come “naturale” contiene “sostanziali quantità” di organismi geneticamente modificati. La notizia arriva da uno studio condotto da Consumer Reports, la più grande organizzazione al mondo indipendente e nonprofit che si occupa di test e valutazioni di prodotti che, per giungere ai propri risultati, ha analizzato 80 diversi alimenti confezionati contenenti mais o di soia, due delle colture di cui esistono più varietà geneticamente modificate, acquistati tra aprile e luglio 2014 nell’area di New York e Seattle. I risultati dei test hanno così mostrato che quasi tutti gli alimenti esaminati etichettati come “naturali” – e presenti sulle tavole dei consumatori come tali – contengono in realtà quantità “sostanziali” di ingredienti geneticamente modificati.

 

Lo studio si inserisce all’interno del dibattito, molto acceso in questo periodo negli Usa, sulla questione delle etichettature obbligatorie per gli alimenti contenenti Ogm: i sostenitori di questo tipo di etichettatura affermano che rendere obbligatorie le etichette recanti la presenza di ingredienti geneticamente modificati all’interno della confezione significa dare ai consumatori la possibilità di scegliere con consapevolezza di cosa cibarsi, mentre i detrattori spiegano invece che esplicitare la presenza di ingredienti provenienti da colture biotech all’interno dei prodotti alimentari non farebbe altro che aumentare la confusione nei consumatori. Lo stesso studio condotto da Consumer Reports mette in evidenza che, se si vogliono consumare alimenti non-Gm, le etichette adatte a questo scopo già esistono: tutti i prodotti già etichettati come “biologico” e “non-Ogm” soddisfano infatti gli standard richiesti per i prodotti non-Ogm.

 

Foto: Pixabay

m.c.