Home Ricerca La pandemia di Covid-19 può avere un impatto sui futuri modelli dietetici?

La pandemia di Covid-19 può avere un impatto sui futuri modelli dietetici?

97
0

Bombardati dai bollettini di nuovi positivi, ricoverati e morti stiamo ancora vivendo la diffusa sensazione di fiato sospeso dovuto alla pandemia di Covid-19. Noia, stress, telelavoro, cucina, shopping online, pulizia compulsiva della casa, hanno caratterizzato e stanno ancora influenzando la vita di molti e forse stanno cambiando definitivamente le nostre abitudini, anche quelle alimentari. La pandemia di Covid-19 ha portato profondi cambiamenti nel comportamento sociale: distanziamento sociale, autoisolamento e quarantena. Mentre gli effetti sulla salute mentale che possono derivare da questi cambiamenti devono ancora essere ben identificati, alcuni cambiamenti nel nostro atteggiamento nei confronti della salute sono già stati riconosciuti. Diversi studi hanno riportato cambiamenti drammatici nella qualità del sonno, nell’uso di sostanze (come l’alcol), nell’attività fisica e nella dieta[i]

In relazione agli effetti sulla dieta, l’assunzione di energia è aumentata nella maggior parte della popolazione. Dall’arrivo del Covid-19 ci sono state numerose segnalazioni da parte dei media di acquisti di panico e stoccaggio di alimenti. E se la popolazione acquista più prodotti alimentari, consuma anche di più, e questo contribuisce all’aumento di peso. D’altra parte, è anche probabile che gli spuntini e la ricerca di “cibi conforto” aumentino con lo stress e questi, abbinati a un uso maggiore dei dispositivi elettronici, all’aumento del tempo passato davanti agli schermi, ma anche alla scuola online, hanno aumentato la sedentarietà e contribuito a sovrappeso e obesità. In effetti, alcuni studi hanno già previsto un aumento dei livelli di obesità infantile come diretta conseguenza della pandemia di Covid-19[ii]. Il Covid-19 ha così portato a un rapido aumento del peso in tutto il mondo. Tanto che alcuni autori hanno coniato un nuovo termine: “covibesità”[iii]. E la covibesità è un cane che si morde la coda, perché se il Covid-19 ha indirettamente causato obesità, l’obesità rende più pericolose le conseguenze di questo virus: i pazienti con sovrappeso e obesità che hanno contratto il Covid-19 sono a maggior rischio di mortalità e intubazione rispetto a quelli con Bmi normale. Sono anche più a rischio di aggravamento da infezioni respiratorie virali, e potenzialmente più vulnerabili al Covid-19 e più contagiosi dei pazienti magri[iv].

Riguardo a specifici nutrienti, sebbene lo stato nutrizionale nei pazienti con Covid-19 sia stato scarsamente studiato, le prove preliminari[v] mostrano come alcune carenze nutrizionali siano associate a un decorso e a un esito peggiori della malattia, come probabilmente con una maggiore suscettibilità all’infezione. Per esempio per il selenio è stato osservato un tasso di mortalità più elevato nei pazienti Covid-19 che vivono nelle regioni a basso consumo di selenio; lacarenza di zinco è stata associata a un rischio più elevato per le infezioni delle vie respiratorie inferiori e per la vitamina D, una maggiore incidenza di Covid-19 nei pazienti con carenze di vitamina D. Questi micronutrienti insieme ad alcuni modelli alimentari sono stati effettivamente oggetto di raccomandazioni[vi] durante la diffusione del virus e la quarantena. E tutti i nutrienti e gli alimenti consigliati sono parte del modello alimentare mediterraneo, che si conferma uno dei migliori, se non il miglior modello alimentare da seguire in quarantena e per ottimizzare il lavoro del nostro sistema immunitario. Gli ingredienti chiave della cucina mediterranea includono olio d’oliva, frutta e verdura fresca, legumi ricchi di proteine, pesce, pasta, pane e cereali integrali con quantità moderate di vino e carne rossa.

Ma come si sono comportati gli italiani durante l’emergenza Covid e i loro comportamenti avranno un impatto sui futuri modelli alimentari? Uno studio[vii] che mirava a indagare l’impatto immediato della pandemia di Covid-19 sulle abitudini alimentari e sui cambiamenti dello stile di vita tra la popolazione italiana di età superiore ai 12 anni ha esaminato la variazione dell’assunzione di cibo durante l’emergenza Covid-19. I dati mostrano un aumento delle ricette fatte in casa (ad esempio dolci, pizza e pane), del consumo di pasta, riso e altri cereali, legumi, uova, carni bianche, latte, yogurt e formaggi e bevande calde, e una diminuzione del pesce fresco, dolci confezionati e prodotti da forno e di alcol. Durante il lockdown gli italiani hanno avuto più voglia di cucinare, e soprattutto di “impastare”. Di conseguenza, il consumo di dolci fatti in casa, pane e pizza è aumentato. Il consumo di snack, carne lavorata, bevande gassate e zuccherate è diminuito. D’altro canto, il 15% degli intervistati si è rivolto ai gruppi di acquisto del biologico di frutta e verdura, il cui consumo non è diminuito nonostante le enormi difficoltà della filiera agricola. Durante il lockdown, gli italiani hanno prestato maggiore attenzione al cibo mediterraneo, e la qualità nutrizionale è rimasta elevata, soprattutto nel Nord e Centro Italia, aree in cui c’è anche un Bmi inferiore rispetto alle aree del Sud Italia e delle Isole. La Dieta mediterranea potrebbe rappresentare uno dei migliori modelli alimentari per ripristinare l’immunità innata e adattativa e potrebbe essere una scelta terapeutica adiuvante del Covid-19.

I cambiamenti dovuti alla pandemia di Covid saranno in grado di alterare o consolidare abitudini alimentari buone e cattive? Il coronavirus sta avendo un grande impatto sulle abitudini alimentari dei consumatori e sono diffuse preoccupazioni sia per la salute che per la finanza (Rapporto Coop, 2020[viii]). Ciò significa che i consumatori cercano di essere più attenti alla salute, ma, allo stesso tempo, vogliono farlo con un budget limitato. Vogliono massimizzare la loro salute per favorire la risposta immunitaria e ridurre la vulnerabilità alle malattie. Le preoccupazioni hanno lasciato i consumatori più consapevoli che mai della loro salute e l’interesse per alimenti e bevande con un beneficio nutrizionale sta aumentando. Il grande interesse per cibi sani evidenziato durante la prima ondata dell’epidemia continua e continuerà a lungo. Quasi un terzo degli italiani prevede di dedicare più tempo alla preparazione dei pasti, ed è così che le vendite di robot alimentari raddoppiano.

Con il cenare fuori che non è più un’opzione, le persone stanno trovando modi intelligenti per abbracciare la cultura dello zero spreco e preparare piatti gustosi da quelli che una volta consideravano avanzi. Un italiano su due cerca cibo 100% made in Italy, possibilmente locale e di piccoli produttori. Chiede inoltre che la produzione sia effettuata nel rispetto dell’ambiente e dei diritti sociali. Il desiderio di una spesa sostenibile è così forte che si traduce in una volontà di spendere qualcosa di più, nonostante l’attuale crisi economica.

L’attenzione alla sostenibilità si esprime nei seguenti dati:

– nell’era Covid-19, in Italia le persone che acquistano prodotti sostenibili/eco-friendly aumentano del 27%

– aumento del 21% degli acquisti in negozio che promuovono prodotti sostenibili

– 20% in più di acquisti da aziende che operano nel rispetto dei lavoratori (con il caporalato sempre in agguato).

Il packaging, d’altra parte, purtroppo, ha segnato gli acquisti di cibo nell’era Covid. Quest’estate il cibo confezionato cresce ad un ritmo più che doppio di quello dell’intero settore alimentare.

Sembra quindi che il consumatore sia diventato più responsabile ed alla ricerca di sostenibilità nell’industria alimentare: tiene conto dell’impatto ambientale dei prodotti alimentari, e in particolare di elementi quali l’inquinamento derivante dagli impianti di produzione, la quantità di energia o di acqua utilizzata nella produzione, la preferenza per i materiali riciclati o quelli che utilizzano risorse rinnovabili, ecc. Molto ricercati anche i prodotti tradizionali che evocano un passato pieno di ricordi. Il cibo viene identificato come uno dei modi per tornare indietro nel tempo alle tradizioni, all’infanzia e alla tavola di famiglia.

La diffusione del coronavirus ha minato i consolidati modelli di acquisto degli italiani, favorendo una maggiore sensibilità verso alcuni valori legati alle scelte alimentari. Salute, ricerca della sicurezza, origine del prodotto e sostenibilità sono alcuni degli elementi che, con ancora maggiore enfasi, caratterizzano e caratterizzeranno la composizione del carrello degli italiani.

Sono state individuate quattro aree di grande interesse per gli italiani: cibo che favorisce un potente sistema immunitario, cibo che salvaguarda l’ambiente, abitudini alimentari che riducono gli sprechi e riutilizzano gli avanzi, e la gioia di mangiare insieme e riscoprire il cibo tradizionale. Tutti questi aspetti fanno parte di un unico percorso: il modello alimentare mediterraneo.

Salute, ambiente e tradizione sono una parte fondamentale della Dieta mediterranea, e sembra che gli italiani riscoprano quanto sia importante l’aderenza ad essa.

 

 

[i]Arora T, Grey I. Health behaviour changes during COVID-19 and the potential consequences: A mini-review. J Health Psychol. 2020 Aug;25(9):1155-1163. doi: 10.1177/1359105320937053. Epub 2020 Jun 18. PMID: 32551944.

[ii]Nogueira-de-Almeida CA, Del Ciampo LA, Ferraz IS, Del Ciampo IRL, Contini AA, Ued FDV. COVID-19 and obesity in childhood and adolescence: a clinical review. J Pediatr (Rio J). 2020 Sep-Oct;96(5):546-558. doi: 10.1016/j.jped.2020.07.001. Epub 2020 Aug 4. PMID: 32768388; PMCID: PMC7402231.

[iii]Khan MA, Moverley Smith JE. “Covibesity,” a new pandemic. Obes Med. 2020 Sep;19:100282. doi: 10.1016/j.obmed.2020.100282. Epub 2020 Jul 21. PMID: 32835125; PMCID: PMC7371584.

[iv]Nakeshbandi M, Maini R, Daniel P, Rosengarten S, Parmar P, Wilson C, Kim JM, Oommen A, Mecklenburg M, Salvani J, Joseph MA, Breitman I. The impact of obesity on COVID-19 complications: a retrospective cohort study. Int J Obes (Lond). 2020 Sep;44(9):1832-1837. doi: 10.1038/s41366-020-0648-x. Epub 2020 Jul 25. PMID: 32712623; PMCID: PMC7382318.

[v]Fedele D, De Francesco A, Riso S, Collo A. Obesity, malnutrition, and trace element deficiency in the coronavirus disease (COVID-19) pandemic: An overview. Nutrition. 2020 Sep 8;81:111016. doi: 10.1016/j.nut.2020.111016. Epub ahead of print. PMID: 33059127.

[vi]Muscogiuri G, Barrea L, Savastano S, Colao A. Nutritional recommendations for CoVID-19 quarantine. Eur J Clin Nutr. 2020 Jun;74(6):850-851. doi: 10.1038/s41430-020-0635-2. Epub 2020 Apr 14. PMID: 32286533; PMCID: PMC7155155.

[vii]Di Renzo L, Gualtieri P, Pivari F, Soldati L, Attinà A, Cinelli G, Leggeri C, Caparello G, Barrea L, Scerbo F, Esposito E, De Lorenzo A. Eating habits and lifestyle changes during COVID-19 lockdown: an Italian survey. J Transl Med. 2020 Jun 8;18(1):229. doi: 10.1186/s12967-020-02399-5. PMID: 32513197; PMCID: PMC7278251.

[viii]https://www.italiani.coop/rapporto-coop-2020-anteprima-digitale/

 

Foto: Pixabay

Elisabetta Bernardi