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India, industria mangimistica cresce a un tasso annuo dell’8%

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L’industria mangimistica indiana si sviluppa a un tasso di crescita annuo dell’8%. Entro il 2010 dovrebbe raggiungere un fatturato di 30 miliardi di dollari. È quanto emerge dal rapporto: “Indian feed industry – revitalising nutritional security knowledge”, diffuso dalla Yes Bank, secondo cui la richiesta di cibi di origine animale e di prodotti lattiero-caseari, da parte della popolazione indiana, raggiungerà i 28 milioni di tonnellate entro il 2017-18.

L’India, pertanto, nei prossimi anni potrebbe diventare il più grande mercato mangimistico. In particolare, nei prossimi 5 anni, la domanda di mangimi da parte del settore dei polli da carne crescerà a un tasso dell’8%, quella da parte dei produttori di galline ovaiole a un tasso del 5-6%, quella da parte del comparto bovino del 6% e, infine, quella del settore dell’acquacoltura del 9%.

Secondo il rapporto, con l’aumento del reddito della popolazione, un numero sempre maggiore di persone mangerà pesce, carne e pollo. Aumenterà, inoltre, il consumo di latticini, prodotti ittici e alimenti trasformati a base di pollo. Questo si tradurrà in un incremento del fabbisogno di mangimi da parte dei produttori.

Attualmente, il settore del pollame (che include polli da carne e da uova) consuma 12,4 milioni di tonnellate di mangimi. La percentuale dovrebbe raggiungere i 22 milioni di tonnellate. Il consumo di mangimi per bovini si attesta sui 7,5 milioni di tonnellate, ma dovrebbe toccare i 67 milioni di tonnellate. Infine, il settore dell’acquacoltura dovrebbe consumare tra 1 milione e 7 milioni di tonnellate nei prossimi cinque anni.

 

Foto: Pixabay

redazione