Home Attualità “Posizioni anti-scientifiche”:il Regno Unito accusa l’Unione Europea

“Posizioni anti-scientifiche”:il Regno Unito accusa l’Unione Europea

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Da una parte ci sono i conservatori britannici che sostengono che le decisioni prese a livello europeo nel campo della ricerca scientifica rischiano di “condannare l’Europa a una nuova età oscura”. Dall’altra c’è la posizione di Bruxelles, che rigetta le accuse e afferma, al contrario, che la politica europea è favorevole e attenta al progresso scientifico, e che tutto questo sarebbe testimoniato dall’aumento del 30% degli investimenti nel settore scientifico previsti nel nuovo bilancio dell’UE.

 

Secondo un rapporto stilato dai Tory con il deputato della contea di Norfolk George Freeman in testa, il “pregiudizio istituzionalizzato” da parte dell’Europa riguarderebbe principalmente l’agricoltura – e in particolare le colture geneticamente modificate – e la medicina – e specificamente la ricerca sulle cellule staminali. I regolamenti attuali, si legge nel rapporto, rischiano di lasciare l’Unione Europea fuori dai progressi nel campo della medicina, dell’alimentazione e dell’agricoltura, e in particolare “stanno andando nella direzione sbagliata” in settori emergenti come quelli della genomica e dei prodotti nutraceutici: “L’aumento in Europa di una politica sempre più ostile alla scienza – ha spiegato Freeman – sta cominciando a minare l’attrattiva dell’Europa stessa come luogo di investimenti biotech“.

 

Freeman ha anche fatto pressioni sul Primo ministro David Cameron: “Se non possiamo usare la nostra influenza per invertire questa pericolosa tendenza, dobbiamo considerare seriamente l’ipotesi di ritirare il Regno Unito dalla giurisdizione dell’UE in questi settori”, ha spiegato il deputato conservatore.

 

La critica è stata respinta dalla Commissione Europea come “inverosimile”: la stessa Commissione ha infatti fatto sapere che nel nuovo bilancio dell’UE sono previsti aumenti di quasi il 30% di finanziamenti per la ricerca scientifica, sottolineando inoltre che gli scienziati britannici saranno tra i maggiori beneficiari.

 

Foto: Pixabay

Miriam Cesta